Un metodo innovativo per trovare il classico “ago nel pagliaio”. Una ricerca innovativa realizzata da un team di scienziati del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa ha vinto il premio della European Association for Signal Processing (EURASIP).

La ricerca realizzata dai professori di Telecomunicazioni Fulvio Gini e Sabrina Greco, e il ricercatore Stefano Fortunati, ha portato alla creazione di un metodo con cui si riesce a individuare oggetti in aree vaste, come sottomarini, aerei o navi, in un ampio spazio marittimo o aereo.

“Quello che abbiamo fatto – spiega Fulvio Gini – è stato usare un approccio statistico innovativo per stimare la posizione di oggetti di interesse, aerei o navi, nel caso di dati radar o di sottomarini e persino relitti nel caso di dati sonar. La teoria usata, chiamata “compressed sensing” permette di sfruttare il fatto che i possibili oggetti di interesse sono “sparsi” cioè “pochi” rispetto all’estensione dell’area da monitorare, per ridurre drasticamente in numero di dati necessari all’identificazione e alla localizzazione degli oggetti stessi”.

I risultati teorici derivati dal gruppo di ricerca sono poi stati validati tramite una campagna di misure fatta in collaborazione con il centro CMRE (Centre for Maritime Research and Experimentation), della NATO con sede a La Spezia, utilizzando sensori subacquei mobili.

“La validazione sperimentale – aggiunge Sabrina Greco – ha permesso di mettere chiaramente in luce tutti i vantaggi di questo nuovo approccio. Il basso numero di dati richiesto dall’algoritmo di rivelazione porta infatti ad una veloce localizzazione degli oggetti di interesse molto più rapida rispetto alle tecniche classiche.

Il premio verrà assegnato nel corso della prossima conferenza internazionale sul Signal Processing (EUSIPCO) che si svolgerà a La Coruna dal 2 al 6 settembre 2019.