La chiesa del Santo Sepolcro si trova nella piccola piazza Santo Sepolcro, tra lungarno Galilei e via San Martino. Si distingue dalle altre chiese pisane per la sua particolare forma ottagonale. L’dea di costruire questa chiesa ebbe origine dalla Prima Crociata (1095-1099), che portò alla conquista cristiana di Gerusalemme e alla fondazione del Regno di Gerusalemme. Alla crociata parteciparono l’allora arcivescovo di Pisa Daiberto (o Dagoberto) Lanfranchi e molti combattenti pisani, che, al rientro in patria, si proposero di costruire un edificio ispirato agli edifici sacri di Gerusalemme che avevano visto con i loro occhi durante i combattimenti contro gli “infedeli”.

La chiesa fu costruita nel corso del XII secolo e destinata all’ordine cavalleresco degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, oggi noti come Cavalieri di Malta; insieme alla chiesa furono costruiti un albergo e un ospedale per il ricovero di malati, poveri e bisognosi, secondo la regola dell’Ordine. Il progetto è probabilmente dell’architetto Diotisalvi, lo stesso del Battistero nella Piazza del Duomo, come risulta da una lapide posta sul campanile, e ricorda nelle forme esterne e interne la Basilica del Santo Sepolcro e la Cupola della Roccia. Non è questo l’unico caso: nell’Europa nel XII secolo, con le prime crociate, molte furono le chiese con pianta centrale, ottagonale o circolare, edificate a imitazione degli edifici sacri di Gerusalemme.

Il complesso restò all’Ordine dei Cavalieri di Malta, erede degli Ospedalieri, fino al 1817. Conobbe poi un periodo di degrado, fino a un importante intervento di restauro intrapreso nel 1849, che portò alla luce il pavimento originale, situato oltre un metro più in basso rispetto al livello del suolo della piazza circostante. Il restauro si preoccupò anche di restituire all’edificio il suo originale volto medievale, e perciò si decisero la demolizione del loggiato cinquecentesco e delle volte in muratura, la riapertura di alcune finestre e la rimozione degli arredi sacri barocchi messi nel 1720 per volontà dell’allora Gran Priore dell’Ordine di Malta Tommaso del Bene.

L’edificio è a pianta centrale ottagonale. Considerato nella sua interezza, risulta inscrivibile in un cubo di circa 24 metri di lato: questa precisione geometrica non può essere casuale e significa che la progettazione è stata accurata. Le pareti sono in pietra. Tre degli otto lati sono addossati ad altri edifici più recenti, mentre gli altri cinque sono liberi; sui lati liberi si aprono due finestre per lato. Addossato a parte del lato nord è il piccolo campanile. Sui lati sud, ovest e nord si aprono tre portali; è possibile che esistesse anche un portale est, cioè che l’edificio fosse un tempo libero su tutti gli otto lati. I portali hanno caratteristiche stilistiche diverse, e uniscono elementi della tradizione classica a decorazioni che rappresentano forme vegetali e teste di leone marmoree. Sopra il portale ovest, nella lunetta, è posto un busto dell’architetto Diotisalvi.

L’interno rispecchia le forme geometriche esterne: un austero ambiente ottagonale, restituito al suo aspetto medievale con il restauro del 1849 e abbellito come i portali da decorazioni che rappresentano forme vegetali. Al centro di questo ambiente sta un altro ottagono, più piccolo (vedi immagine sopra) e delimitato da otto pilastri pentagonali in pietra calcarea; i pilastri sorreggono archi a sesto acuto e un tamburo in pietra, più alto rispetto all’ottagono esterno e dotato di otto finestre; esso è coperto da un tetto di forma piramidale in laterizio, mentre l’ottagono esterno ha una copertura di tegole e coppi in cotto.

La chiesa ospita un dipinto su tavola rappresentante la Madonna col Bambino e un busto-reliquiario di Santa Ubaldesca Taccini (1136-1205), religiosa pisana appartenente all’Ordine di Malta, entrambi del XV secolo. Nella chiesa è presente un pozzo, chiuso da una grata di metallo, al quale Santa Ubaldesca, secondo una tradizione, attingeva, con una secchia custodita nel reliquiario, acqua tramutandola in vino. La chiesa accoglie inoltre, sotto una lapide, le spoglie di Maria Mancini, una delle nipoti del cardinale Mazzarino e favorita del Re di Francia Luigi XIV, morta a Pisa nel 1715.

(Alcune informazioni e immagini sono tratte da Wikipedia Italia)