Parola d’ordine: Coralità

Un film commedia, il thriller di Steve McQueen e l’ultimo spin-off della saga di Harry Potter: tre film, una miriade di personaggi e di storie.

Bronzo.

Cosa fai a Capodanno?

Regia di Filippo Bologna. Con Luca Argentero, Ilenia Pastorelli, Alessandro Haber, Vittoria Puccini, Isabella Ferrari. Genere Commedia – Italia, 2018. Durata 95 minuti.

L’ultimo dell’anno trascorso in maniera trasgressiva in uno chalet di montagna dà il via ad una serie di gag esilaranti.

Argento.

Widows – eredità criminale

Regia di Steve McQueen. Con Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Cynthia Erivo, Colin Farrell. Genere Thriller, Drammatico – Gran Bretagna, 2018. Durata 128 minuti. In programmazione al cinema Isola Verde di Pisa.

Un thriller appassionante dal regista premio Oscar di “12 anni schiavo”. Quattro donne si ritrovano dopo la morte dei loro mariti per portare a termine la loro missione criminale.

Oro.

Animali fantastici – I crimini di Grindelwald

Regia di David Yates. Con Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller, Johnny Depp. Genere Fantasy, Avventura – Gran Bretagna, USA, 2018. Durata 134 minuti. In programmazione al cinema Isola Verde di Pisa.

Sequel di “Animali fantastici e dove trovarli”, secondo spin-off della saga di Harry Potter.

 

“Animali fantastici – I crimini di Grindelwald” è un calderone di personaggi vecchi e nuovi, di storie che si intrecciano, di ponti gettati tra presente, passato e futuro, tanto da risultare un po’ caotico. L’ambientazione a metà tra New York e l’Europa, tra Hogwarts e le strade di una Parigi “babbana” è dispersiva e il ritmo procede a singhiozzo tra un salto temporale e l’altro per incagliarsi poi su un finale che non conclude ma si protende verso un inevitabile proseguo. La trama è intricata, contorta, ripiegata su se stessa e frammentata in più punti per i continui rimandi a passato e futuro, l’azione in fin dei conti è ben poca e si concentra tutta sulle battute finali. Per il resto il film diretto da David Yates è un concentrato di effetti speciali, rivelazioni, scenari immaginifici e un susseguirsi di personaggi che fanno continuamente il loro ingresso sulla scena con le loro identità ingombranti, con un bagaglio di misteri insoluti, a sottolineare la svolta corale del nuovo capitolo della saga.

È il tentativo – riuscito solo in parte – di ricreare le atmosfere incantate della saga di Harry Potter e proprio con questo intento vengono riaperte le porte della scuola di Magia di Hogwarts: siamo nel 1926, molti anni prima della nascita del maghetto più famoso di sempre e un giovane Albus Silente (Jude Law) insegna difesa contro le arti oscure ad un gruppo di studenti. Sono tante le rivelazioni sulla vita di Silente e sul suo rapporto con Gellert Grindelwald (Johnny Depp), un carismatico mago oscuro che non ha i tratti mostruosi di Voldemort, ma anzi è più umano, più complesso e sfaccettato ma non per questo meno pericoloso. I risvolti si riveleranno ben più interessanti delle avventure del timido Newt Scamander (Eddie Redmayne) e dei suoi animali fantastici: la sua valigia magica ricolma delle creature più strane e affascinanti è un’eredità ingombrante del film precedente che adesso non si capisce bene dove collocare e appesantisce ulteriormente la trama.

La sensazione è che la magia, tutta la magia, si sia ormai spenta – forse per sempre – con l’ultimo capito della saga, con “I doni della morte parte seconda” e che non basti neanche tutto questo sfoggio di personaggi magici e di effetti speciali a resuscitarla. Ma se non altro il film basta a dimostrare che il mondo fantasy di J.K. Rowling continua ad essere una miniera inesauribile di storie e ad alimentare ancora per un po’ e con nuovi spunti i sogni di tutti gli appassionati della saga.

Sara Russo