La giunta comunale di Pisa ha deciso di recedere l’accordo tra Regione Toscana ed enti pubblici locali della Toscana che avevano aderito alla Rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni), nata dal 2005 grazie a un accordo della Regione Toscana con 14 amministrazioni pubbliche del territorio.

La rete ha il compito di promuovere il confronto e la massima integrazione delle politiche di inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans gender e intersessuali.

Secondo il Comune «sono venute meno le motivazioni per l’adesione all’accordo e non pare quindi opportuno proseguire in continuità con quanto stabilito dalla precedente amministrazione». Da qui la decisione di restituire la cifra di 2.800 euro stanziata dalla regione per ogni Comune aderente, per la presentazione del programma di attività “Ready for visibility”.

 «L’educazione dei minori deve restare di competenza delle famiglie – commenta il vicesindaco Raffaella Bonsangue, che aggiunge – La fragilità dell’infanzia e dell’adolescenza non può e non deve essere turbata da pregiudiziali ideologiche da cui i bambini devono rimanere immuni per crescere sereni e conquistare la maturità nella piena e libera contezza di sé. Gli orientamenti e le condotte sessuali sono e devono rimanere un fatto privato e frutto di una scelta adulta».