Santa Caterina, un po’ romanica un po’ gotica

0
28

La chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dedicata alla giovane donna cristiana che subì il martirio ad Alessandria d’Egitto nel 305 d.C., si trova nella omonima piazza, adiacente alla più grande piazza Martiri della Libertà. La fondazione risale al 1220, ad opera di un frate domenicano, Uguccione Sardo; annesso alla chiesa era un ospedale. A partire dal 1251 furono intrapresi lavori di ingrandimento e ristrutturazione di tutto il complesso, che terminarono ben 75 anni dopo, nel 1326, con la costruzione della facciata della chiesa. Nel 1651 un incendio fece gravi danni, e furono necessari imponenti ricostruzioni e restauri, cui seguirono altri interventi nel corso del secolo successivo. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo (anni ’80 del Settecento), il convento fu chiuso e la chiesa, come altre chiese pisane, divenne sede di parrocchia, mentre i locali del convento, restati liberi, insieme all’edificio alla sinistra della facciata ospitarono dal 1784 l’Istituto Arcivescovile Paritario Santa Caterina, il centro di cultura e formazione della chiesa pisana, ancora oggi esistente e attivo. Nuovi lavori di restauro hanno interessato la facciata e il campanile nel corso del XX secolo, allo scopo di riportare l’edificio ad uno stile più vicino al gotico nel quale era stato originariamente costruito e di riparare i danni subiti durante il secondo conflitto mondiale.

La chiesa è in stile gotico con influssi romanici; la pianta è a croce latina, con navata unica, transetto e cinque cappelle terminali, di cui la centrale più grande; la copertura è sorretta da capriate in legno a vista. La facciata, unica parte della chiesa visibile dalla piazza, ha una forma a capanna; fu iniziata intorno al 1321 e terminata nel 1326 sotto il Priore Giacomo Donati. La parte inferiore è in stile vicino al romanico, decorata da tre arcate cieche a tutto sesto sorrette da colonnine con capitelli scolpiti. L’arcata centrale ospita il portale, sopra il quale vi è una lunetta raffigurante la Madonna col Bambino. La parte superiore della facciata è invece in stile gotico con influssi del romanico pisano. È costituita da un doppio loggiato: quello inferiore presenta nove archetti poggianti su colonnine e tre monofore, quello superiore presenta ai lati due serie di quattro archetti ciascuna e al centro il rosone, di costruzione novecentesca, inserito all’interno di una cornice con ventidue busti di santi. Sulla cima è posta una croce in ferro battuto. Nella facciata posteriore si aprono una grande quadrifora dietro l’altare e due monofore ai lati, mentre sei grandi monofore si aprono sulla parete destra e nove sulla parete sinistra, di cui alcune murate.

Sulla sinistra della chiesa, all’altezza dell’abside, si trova il campanile, attribuito a Giovanni di Simone e costituito da quattro ordini, dei quali quello inferiore senza aperture, il secondo dal basso con una monofora su ciascun lato, il terzo con una bifora su ciascun lato e il quarto con una trifora su ciascun lato; il tetto ha la forma di una piramide slanciata. Sempre sulla sinistra della chiesa si trova l’ex-convento: l’edificio si sviluppa attorno ad un cortile centrale, originariamente occupato dal chiostro, e contiene anche la canonica, dietro la quale si apre un ampio giardino alberato.

L’interno

Sono numerose e preziose le opere d’arte presenti all’interno della chiesa. Lungo la navata si trovano quattro altari laterali in pietra serena risalenti al XVII secolo, con una statua in legno dipinto raffigurante la Madonna col Bambino (primo altare di destra), Santa Caterina da Siena che riceve le stimmate (primo altare di sinistra, opera di Raffaello Vanni), la Predicazione di San Vincenzo Ferreri (secondo altare di sinistra, opera di Pietro Dandini), San Raimondo che resuscita un morto (secondo altare di destra, opera di Cesare Varchesi).

Sulla parete sinistra si trova il monumento funebre dell’arcivescovo Simone Saltarelli (1343-1347), opera di Andrea Pisano con la collaborazione del figlio Nino; sulla parete destra il Monumento funebre di Gherardo di Bartolomeo di Simone Compagno (1419 circa), di autore ignoto. Proseguendo sono visibili a sinistra la Gloria di san Tommaso, opera di Francesco Traini (1340 circa), e a destra il martirio di Santa Caterina d’Alessandria, opera di Aurelio Lomi (1653).

Sulla parete destra, prima del transetto, si apre una cappella laterale con volta a botte, che costituisce l’unica parte realizzata del progettato ampliamento della chiesa a tre navate, avviato nella prima metà del XIV secolo e mai portato a termine. Nella cappella si trova il monumento sepolcrale della famiglia Pallavicini (1307), originariamente situato all’esterno della chiesa.

Nella parete di fondo si aprono cinque cappelle, delle quali quella centrale costituisce l’abside della chiesa, mentre le due più esterne danno direttamente sul transetto. Nella prima cappella di destra si trova l’altare del Santissimo Sacramento; nella seconda si trova un dossale marmoreo di Matteo Civitali con la Madonna tra i santi Girolamo e Domenico (XV secolo). La cappella centrale ospita l’altare maggiore, composto da una “mensa” (un piano) sorretta da colonnine; sotto di esso è conservato il sepolcro del Beato fra’ Giordano di Rivalto (XIV secolo). Originariamente sull’altare si trovava il Polittico di Santa Caterina d’Alessandria di Simone Martini, adesso al Museo Nazionale di San Matteo. Nella parete di fondo dell’abside si apre una grande quadrifora con immagini di santi. Nella prima cappella di sinistra si trova un Crocifisso del XIV secolo; nella seconda cappella di sinistra è situato il Sarcofago di Falcone da Calcinaia, sempre del XIV secolo, sormontato dalla pala con San Domenico, copia di un originale di Francesco Traini adesso al Museo di San Matteo. Ai lati dell’abside si trova il gruppo scultoreo dell’Annunciazione (1368) di Nino Pisano, costituito dalle statue della Madonna a sinistra e dell’Arcangelo Gabriele a destra.

(Alcune notizie sono tratte da Wikipedia Italia e dal sito web del Comune di Pisa)