La chiesa di San Giovanni al Gatano (o dei Gaetani) si trova nel quartiere di Porta a Mare: si nota subito per l’uso del laterizio, il “mattone”, a vista, che le dona un colore rosso, e la facciata in stile romanico pisano riletto in chiave moderna, che ricorda quella della Cattedrale.

Esisteva nello stesso luogo una vecchia chiesa, crollò sotto le bombe alleate durante il terribile bombardamento del 31 agosto 1943, che portò tanta morte e distruzione nel quartiere di Porta a Mare e in tutta la città. Nell’immediato dopoguerra l’allora arcivescovo di Pisa Monsignor Gabriele Vettori caldeggiò presso la Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra l’emanazione di un bando di concorso per la costruzione di una nuova chiesa. Il concorso si svolse nel 1947, con la partecipazione di quarantasette concorrenti per altrettanti progetti. La giuria era formata da rappresentanti della Commissione, del ministero dei Lavori Pubblici, dell’Arcidiocesi di Pisa e dell’Ordine degli Architetti; relatore fu il prof. Corrado Mezzana. L’esame dei progetti avvenne per eliminazioni successive: alla fine risultò vincitore il progetto di un brillante architetto modenese, Saverio Muratori, di soli 37 anni ma già affermato. Si legge nella motivazione della Commissione che il progetto fu scelto “per l’impostazione sanamente moderna dell’edificio sacro e per la lodevole ambientazione“. In particolare, Muratori intese infondere nel progetto i valori storici e culturali locali, e per questo si ispirò allo stile romanico pisano. Il risultato è una chiesa “così pisana e così vera nel suo volume, nei suoi spazi, nelle sue strutture e nei suoi materiali” da avere “una grande importanza storica, culturale e morale, prima che estetica“. I lavori di costruzione iniziarono nel 1957 e la chiesa venne completata e aperta al culto nei primi anni sessanta.

La facciata sud dà su via Conte Fazio, a nord invece l’edificio affaccia sul lungarno, chiamato via San Giovanni al Gatano. Il quartiere di Porta a Mare, nel quale sorge, è stato quasi completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale a causa degli stabilimenti industriali che vi si trovavano e che erano un obiettivo dei bombardamenti aerei alleati. Perciò il quartiere, così come la chiesa, è stato ricostruito nel dopoguerra. Anche oggi è comunque un quartiere popolare e con molte fabbriche, come la Saint Gobain.

L’esterno

La chiesa è lunga 34 metri, una dimensione notevole. Il laterizio a vista è il materiale da costruzione principale. Tutta la superficie esterna è poi ritmata ad intervalli regolari da inserti in marmo bianco, mentre in alto si alternano i pilastri e le finestre della navata centrale. L’edificio è rialzato rispetto al piano stradale e vi si accede tramite una doppia scalinata in travertino; presenta una pianta rettangolare, a tre navate, con abside quadrata sul fondo. La copertura è a capanna, sorretta da capriate in cemento armato e ricoperta di coppi e tegole.

La facciata, su via Conte Fazio, presenta tre portali che danno su un ampio sagrato in travertino, ove sono collocate tre campane commemorative in bronzo. La parte superiore della facciata riprende un motivo tipico dello stile romanico pisano, con un loggiato formato da cinque ordini sovrapposti di colonne in cemento armato rivestite in marmo bianco; essendo la facciata esposta a sud, esse fungono anche da frangisole. Le pareti laterali presentano grandi finestre e archi a sesto ribassato; la facciata posteriore ha al centro un finestrone con vetri colorati, che illumina l’abside.

Sul fianco sinistro della chiesa vi è l’edificio della casa parrocchiale, a un solo piano e sempre in laterizio a vista con inserti in marmo; costituisce con la chiesa un insieme omogeneo, ed è ad essa collegato da un ingresso. L’ingresso della casa parrocchiale è invece sul lungarno, preceduto da un giardino recintato, mentre sul fronte c’è un cortile asfaltato.

La navata centrale

L’interno

Varcato il portale, la chiesa si presenta ampia e luminosa. Muratori ha ricercato una corrispondenza tra esterno ed interno: anche all’interno infatti il laterizio a vista è il materiale da costruzione principale ed è segnato dai inserti orizzontali in marmo bianco. Le tre navate sono scandite da pilastri in calcestruzzo armato, di cui quella centrale più alta, delimitata da archi ribassati poggianti su pilastri in cemento armato con capitello e collegati da una piattabanda continua, sempre in cemento armato.

il pavimento è a bullettonato, costituito cioè da pezzi irregolari di marmo o travertino su un letto di malta; presenta disegni geometrici in marmo di tonalità più scura, che lo suddividono in grandi riquadri. L’illuminazione dall’esterno proviene dalle finestre laterali e dalla facciata principale, che diffonde la luce in modo uniforme. Esiste poi un impianto di illuminazione artificiale costituito da proiettori montati sui pilastri laterali della navata centrale. Le navate laterali sono suddivise in sei cappelle ciascuna e hanno il solaio inclinato in legno e laterizio, sostenuto da arcate ribassate poggianti sui pilastri. Gli altari e gli arredi sono originali.

L’abside ha è coperto da una volta a botte più bassa rispetto alla navata centrale. L’altare maggiore è rialzato e vi si accede tramite una scalinata marmorea di otto gradini, le cui balaustrate in travertino continuano delimitando lo spazio del presbiterio. Dietro l’altare in marmo bianco è collocato un pannello marmoreo quattrocentesco finemente scolpito, ai cui lati sono disposte le canne metalliche dell’organo.

Sotto l’abside si trova la cripta-sacrario, dedicata ai caduti della seconda guerra mondiale e realizzata per volontà del Rione di Porta a Mare con la partecipazione dello Stato, degli Enti e della cittadinanza pisana. Essa è accessibile tramite due scale ai lati della scalinata dell’altare. La cripta è un elemento al quale Muratori riservò particolare attenzione: essa si differenzia rispetto al resto della chiesa, essendo interamente rivestita in pietra di Filettole grigia.

(Alcune informazioni sono tratte da Wikipedia Italia)

La navata laterale

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