Messa solenne nella chiesa di San Martino a Pisa nel giorno del centenario della morte di Giuseppe Toniolo (1845-1918), illustre esponente del cattolicesimo sociale italiano tra ‘800 e ‘900, proclamato beato dalla Chiesa. L’arcivescovo di Pisa. monsignor Giovanni Paolo Benotto, durante l’omelia ha sottolineato l’amore coniugale e della famiglia, che nasce dall’indissolubilità dell’amore tra uomo e donna: un tema, ha spiegato, che si lega profondamente con l’esperienza religiosa di vita di Toniolo.

“Si dice oggi che si è perso il senso della paternita’ e della filiazione; ma forse perchè si è perso il senso della relazione profonda modellata da Dio per l’uomo e la donna nel loro rapporto familiare – ha detto monsignor Benotto – Una tenerezza fatta di rispetto, attenzione e gratuità non puó essere anche un riflesso di educazione nei confronti dei figli. Tutto questo nella vita di Toniolo è avvenuto. La totale simbiosi e compartecipazione di Giuseppe con la sua sposa è diventata anche compartecipazione e comunione di vita nella crescita di tutta la famiglia”. “Celebrare la santità di Toniolo è celebrare l’importanza della fede nella vita di santità di ciascun cristiano – ha ricordato l’arcivescovo di Pisa ai fedeli – è un dono che ci viene dal battesimo; la responsabilità per far sì che possano fruttificare è data a chi è chiamato a coltivare la crescita armonica dei figli, è affidata alla responsabilitá della singola persona che diventa adulta nella comunità familiare, ecclesiale, mescolata e inserita nella comunità sociale, che si estende ad abbracciare tutti senza esclusione”.

“Il Papa parla della santita’ della porta accanto. Quando 100 anni fa moriva, Toniolo aveva vissuto la santita’ della vita di tutti i giorni, che attirava rispetto, attenzione e venerazione da parte di tante persone, ma non certo la venerazione del taumaturgo – ha concluso Benotto – L’attenzione di chi viveva la quotidianità faceva vedere che è possibile rispondere a quel volere di Dio che vuole tutti santi e che vuole che raggiungiamo la pienezza della sua carita’”.

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