Era il 15 febbraio 1975 quando, proprio al centro del quartiere Don Bosco, alla presenza degli abitanti, fu posta la prima pietra della chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa. Un tempio dall’aspetto originale, costruito in cemento, dalle forme basse e dalle linee inusuali. Molto diversa rispetto all’immagine tradizionale di chiesa che tutti abbiamo, con la facciata, le guglie e l’immancabile campanile. Il progetto fu opera dell’architetto fiorentino Gianni Cacciarini e dell’ingegner Enzo Giannini.

La chiesa, dopo cinque anni di lavori, durante i quali furono costruiti anche gli annessi, fu consacrata dall’allora Arcivescovo di Pisa Benvenuto Matteucci il 4 maggio 1980, ricorrenza ancora oggi festeggiata dai fedeli. Con la consacrazione l’arcivescovo depose nella chiesa le reliquie di San Ranieri, San Giovanni Bosco, San Giuseppe Benedetto Cottolengo e del martire San Onesto, oggi custodite sotto l’altare in una teca di vetro. Primo parroco della neonata parrocchia fu don Tullio Bonuccelli, che seguì personalmente la nascita e lo sviluppo della chiesa e della sua comunità. Don Tullio è ancora oggi ricordato con grande affetto dai parrocchiani, che gli hanno dedicato una lapide posta all’esterno della chiesa.

L’interno della chiesa

La pianta della chiesa ha una forma particolare, quella di un ventaglio aperto intorno ad un centro (come si può vedere cercando su Google Maps). L’altare, la sede del sacerdote e l’ambone, dalle forme curve e sinuose, sorgono dal pavimento come se fossero elementi naturali e poggiano su una base caratterizzata anch’essa da linee curve, che delimita la zona liturgica. Questa zona è evidenziata da un diverso colore del pavimento, più scuro rispetto a quello della zona per i fedeli. Tra le due zone è presente una fascia delimitata da un gradino, anch’essa con il pavimento di colore più scuro: in questo spazio avvengono le funzioni sacramentali; si tratta di una scelta architettonica precisa, che vuole sottolineare il valore dell’incontro tra clero e fedeli. L’ambone è collocato in una posizione più avanzata rispetto all’altare e alla sede, anche in questo caso a voler evidenziare il dialogo tra clero e fedeli.

I due ingressi, posti alle estremità opposte del ventaglio, sono molto semplici, dal sagrato conducono dentro la chiesa attraverso due corridoi, anch’essi con il pavimento scuro, che scorrono lungo le pareti e raggiungono la zona dell’altare dopo aver distribuito i fedeli lungo il percorso. I corridoi e la zona per i fedeli non sono in piano, ma in leggera pendenza verso l’altare, che ne rappresenta come il punto di convergenza; le panche sono quindi scalate, e ciò permette a tutti una buona visione durante le funzioni.

L’icona mariana custodita nella chiesa

All’interno della chiesa sono presenti un fonte battesimale, uno spazio dedicato al coro e alla preghiera con un inginocchiatoio, e un dipinto su tavola del XIII° secolo, protetto da una teca di vetro, che rappresenta la Madonna col Bambino, protettrice della chiesa. Ben visibile l’imponente crocefisso in legno appeso alla parete dietro l’altare, che guarda dall’alto tutta la chiesa. Da notare anche le vetrate a mosaico, strette e alte fino al soffitto, che nelle giornate di sole offrono giochi di luce particolari.

All’esterno della chiesa c’è un ampio sagrato dal pavimento in pietra, impreziosito da aiuole e alberi, ben integrato con l’ambiente circostante e utilizzabile dai fedeli come da chiunque si trovi a sostare sulla piazza antistante la chiesa.

(Alcune notizie sono tratte dal sito web dell’Unità Pastorale Santa Maria Madre della Chiesa e Santa Marta)

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