Batteri resistenti: ecco come combatterli

Ogni anno in Europa si verificano 4 milioni di infezioni da germi antibiotico-resistenti che provocano circa 37mila morti. In Italia l’antibiotico-resistenza è tra le più elevate in Europa: ogni anno circa l’8% dei pazienti ricoverati in ospedale contrae un’infezione batterica multi-resistente, coinvolgendo circa 300mila pazienti e causano tra i 5mila e i 7mila morti. Si calcola che nel 2050 i morti arriveranno a 10 milioni, con costi enormi per i sistemi sanitari di tutto il mondo.

Il fenomeno della resistenza antimicrobica è dovuto principalmente all’utilizzo inappropriato degli antibiotici, che satena nei microrganismi patogeni dei meccanismi di adattamento, per cui accade che antibiotici un tempo salvavita come la pennicillina oggi siano sostanzialmente inefficaci nei confronti di tante infezioni batteriche.

«Occorre una presa di coscienza sia da parte dei medici che anche da parte dell’intera popolazione sulla gravità del problema» afferma Francesco Menichetti, Direttore dell’Unità Malattie Infettive dell’AOUP, presentando il prossimo corso avanzato di Terapia Antibiotica, che si terrà a Pisa dal 14 al 16 novembre.

Per passare dalle parole ai fatti il Gisa (Gruppo italiano per la stewardship antimicrobica, presieduto dal prof. Menichetti) ha predisposto un Decalogo per il corretto usi degli antibiotici, recentemente presentato a Roma al Ministero della Salute.

Il Decalogo propone come azioni principali: la prevenzione per mezzo di serie campagne vaccinali (vaccino antinfluenzale a contro lo pneumococco per adulti over 65 e con malattie croniche); controllo della diffusione della resistenza antimicrobica con l’infection control nelle strutture ospedaliere; azioni dirette al contenimento e al corretto utilizzo degli antibiotici nell’uomo ma anche negli animali da allevamento (dato che le infezioni si trasmetto anche da animale a uomo e viceversa); corrette profilassi antibiotiche negli interventi chirurgici e nei soggetti a rischio.

«L’italia – ha proseguito Menichetti – sul fronte dell’utilizzo di antibiotici e su quello della diffusione di infezioni negli ospedali è al pari di paesi come Grecia e Turchia, e non degli altri paesi europei che hanno sistemi sanitari sviluppati come il nostro. Lo stesso si dica per la Toscana, che tante volte vanta una sanità d’eccellenza. La prevenzione rimane il cruccio dell’Italia. “Le infezioni sono di tutti” potrebbe essere lo slogan da divulgare per far capire che si tratta di un problema trasversale, che riguarda tutta la popolazione».

Sul fronte della lotta alla meningite, il professor Menichetti ha dichiarato infine che la campagna vaccinale lanciata in Toscana sta dando i suoi frutti, con la constatazione di una netta diminuizione dei casi finora registrati.

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