Il tatto bionico aiuta a scoprire i segreti della percezione

Il polpastrello bionico realizzato in Italia nel 2016 ha permesso di ricostruire il modo in cui il cervello elabora i segnali in arrivo dai nervi periferici per interagire con il mondo esterno. Il risultato, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, e’ nato dalla collaborazione tra Italia e Svezia, con Calogero Oddo e Silvestro Micera dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e Henrik Jorntell della facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Lund. Realizzata con il sostegno dei ministeri degli Esteri e dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca, del Consiglio delle Ricerche svedese e della Commissione Europea, la ricerca permette ora di costruire modelli piu’ precisi per studiare la progressione delle malattie neurodegenerative. Gli stessi risultati permettono di costruire protesi robotiche piu’ sofisticate per restituire il senso del tatto alle persone amputate, o robot chirurghi capaci di riconoscere i tumori al tatto. “Nel futuro prossimo, anche grazie ai risultati dei progetti in collaborazione con Inail, questa conoscenza scientifica sara’ incorporata in una nuova generazione di arti robotici sensibili”, ha osservato Oddo. “Con i progetti di ricerca sostenuti dalla Regione Toscana – ha aggiunto – i nostri risultati porteranno a miglioramenti anche nei sistemi robotici dotati di capacita’ sensoriali tattili simili a quelle umane, per svolgere compiti complessi, ad esempio in robot chirurgici, robot di soccorso e robot di servizio e industriali”. Utilizzando il polpastrello artificiale realizzato nel 2016 tra Scuola Sant’Anna e Politecnico di Losanna, i ricercatori hanno ricostruito il modo in cui le sensazioni tattili artificiali sono trasmesse alle terminazioni nervose della pelle e da queste alla parte della corteccia cerebrale specializzata nel riconoscere le sensazioni del tatto.

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