Ripulito e restaurato il sentiero dei Tre Pini

Giovedì 23 marzo volontarie e volontari di Legambiente, di Ippoasi, del WWF, del servizio civile nazionale ed europeo hanno trascorso la giornata ripulendo e restaurando il Sentiero dei Tre Pini, in collaborazione con gli operai del Parco di San Rossore e gli agenti dell’Ufficio Sicurezza e Decoro.

Il Sentiero dei Tre Pini è una piccola area in grado di far vivere a chi la attraversa un’esperienza enormemente significativa: si trova nell’intersezione tra l’abitato di San Piero a Grado e le aree boscate del Parco, al limite della tenuta di Tombolo. Si tratta di un passaggio dolce, ma allo stesso tempo sorprendente dal mondo domestico, periurbano a quello selvatico, naturale. Abbandonando via Livornese da cui resta ben visibile la chiesa romanica di San Piero a Grado si entra nella Fattoria di Ippoasi dove, grazie alla passione di chi la gestisce, è possibile relazionarsi alla fauna domestica in maniera nonviolenta e capire attraverso un’esperienza divertente quali effetti collaterali produce il nostro sistema produttivo su questo tipo di animali.

Oltre la fattoria si incontra un grande capannone con il tetto di ethernit, ormai degradato, che aspetta un urgente intervento. Proseguendo si trova una piccola aula didattica e i cartelli che indicano l’inizio del sentiero, si passa dal tombolo, con i suoi pini, i lecci e le farnie, alle lame, zone umide ricche di frassini, ontani e cipressi calvi, dove si inerpica la periploca graeca. Si possono ascoltare i canti di molti varietà di specie e imbattersi nei lavori di falegnameria realizzati dai picchi. Il Sentiero è nato nel 2010 sull’area dell’ex vivaio forestale Chiuso di Capomadria, ed è stato restaurato nel 2014, durante l’anno dedicato all’accessibilità attraverso la realizzazione di camminamenti rialzati, manufatti e cartelloni didascalici, che richiedono una continua manutenzione.

Volontarie e volontari di Legambiente, di Ippoasi e del WWF, del servizio civile nazionale ed europeo hanno trascorso la giornata del 23 marzo sostituendo alcune assi del sentiero particolarmente degradate e liberandole dai rovi grazie alla collaborazione degli agenti dell’Ufficio Sicurezza e Decoro e degli operai del Parco. Nelle aree in cui permangono ancora le strutture abbandonate del vivaio sono stati rimossi rifiuti di vario genere, anche ingombranti (3 batterie, 1 frigorifero, bidoni e ruote) e provenienti dall’attività vivaistica (vasi di plastica, ombreggianti, attrezzi). Ieri i rifiuti sono stati trasportati in discarica dal Comune di Pisa.
Le associazioni ambientaliste sostengono la necessità di una fruizione consapevole e rispettosa del luogo, per mantenerlo utilizzabile solo con visite guidate, autorizzate dal Parco, per gli operatori e le realtà che ne faranno richiesta, per preservarne la particolare ricchezza naturale e culturale in un ottica collaborativa e volta alla promozione di un bene comune.

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