Immigrazione, impresa e lavoro autonomo: parte il progetto Melt 2

Si chiama “Melt 2”, un acronimo che sta per “Migranti e lavoro in Toscana” ed è un progetto promosso da Società della Salute della Zona Pisana, comuni di Firenze e Prato e amministrazione regionale, con la collaborazione della Cna di Pisa, e finanziato dal Ministero del Lavoro. L’obiettivo è intuitivo già dalla denominazione: sostenere l’inclusione sociale dei migranti (dalla provincia di Massa Carrara a quella di Grosseto, tutta la fascia costiera toscana) attraverso l’integrazione nel mercato del lavoro. Il progetto è il seguito del “Melt 1”, relativo agli anni 2014-2015, che ha realizzato in quegli anni le prime misure di sostegno e orientamento ai lavoratori stranieri.

«L’esperienza della prima edizione di questo progetto, finanziato con risorse europee per l’immigrazione (fondi Fei) e coordinato dall’amministrazione regionale, ci ha insegnato che per riuscire nell’intento è fondamentale il coordinamento e l’integrazione fra politiche sociali e politiche attive del lavoro – ha spiegato la presidente della SdS della Zona Pisana Sandra Capuzzi – da qui vogliamo ripartire, facendo conoscere e approfondendo quest’approccio in tutta la Toscana costiera, ossia in quella porzione di territorio regionale che va dalla provincia di Massa Carrara a quella di Grosseto».

Una sfida su cui ha scommesso anche la Cna di Pisa e confermata dai numeri della delegazione provinciale: sono 130 le imprese con titolare straniero affiliate (circa il 5% del totale), il 37% delle quali opera nel settore delle costruzioni, il 14% in quello del benessere e della sanità,  il 12% nei trasporti e il 9,2%  nella cosiddetta “produzione” (meccanica, legno, mobili e arredamento).

In tutto in Italia sono circa 500mila le imprese a titolarità straniera, il 9,1% del totale. Otto su dieci sono aziende individuali: la maggior parte operano nel commercio, nella manifattura e nell’edilizia. Tendenze che, come abbiamo visto, trovano conferma anche nei numeri della Cna di Pisa, fra le quali la comunità di imprenditori immigrati più numerosa è quella albanese (26%), seguita dai rumeni (13%), dagli svizzeri e dai marocchini.

Dice ancora la Presidente Capuzzi: «Si tratta di un progetto innovativo, come il precedente dal quale deriva: collaborano realtà regionali diverse, terzo settore, CNA, Centro per l’Impiego, al fine di creare inserimenti lavorativi di stranieri regolari e residenti, sia come dipendenti sia come imprenditori. Il progetto parte oggi, e si estenderà a tutta la Toscana e anche a lavoratori e imprenditori non stranieri, creando dei processi comuni in tutta la regione. L’incontro introduttivo si è tenuto oggi a Pisa e nei giorni scorsi a Firenze e a Prato. Le tre città si divideranno la regione, Pisa si occuperà della fascia costiera. Saranno sviluppati progetti specifici, ben delineati, che avranno anche lo scopo di integrare gli stranieri già presenti sul nostro territorio. Molti di essi sono propensi a mettersi in gioco e ad accettare il rischio di impresa; molti altri hanno una buona manualità e sono bravi artigiani, le loro competenze possono essere utili a tutti. Senza dimenticare che la loro presenza favorisce l’export italiano verso i loro paesi di provenienza».

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