Espulso dall’Italia pluripregiudicato straniero

Un personaggio violento F.M., macedone del 1980, che non ha mai manifestato la  volontà di integrarsi nel nostro paese. Durante il periodo di sua permanenza in Italia ha vissuto sempre ai margini della legalità, anzi la sua vita è  stata sempre improntata alla commissione di reati.

Dimorante  dapprima  nel  campo  della  Bigattiera  tra  Marina  e  Tirrenia,  allo sgombero si  era  trasferito  presso  il  campo  nomadi  di  Coltano.  Pregiudicato  per diversi  reati: evasione,  associazione  per  delinquere,  furto  aggravato,  furto  in abitazione, guida sotto l’effetto di alcol, uso di atto falso, invasione di terreni e di edifici,  deturpamento  ed  imbrattamento  di  cose  altrui,  guida  senza  patente  e possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli. Si era distinto per la sua personalità proclive  alla  violenza  anche  in  famiglia,  non  ottemperando  all’obbligo dell’istruzione  nei  confronti  dei  figli  minori  e  rendendosi  protagonista  di maltrattamenti  in  famiglia  nei  confronti  della  moglie  che  è  stata  inserita  in  un apposito programma di protezione sociale.

Aveva  tentato  in  tutti  i  modi  di  rimanere  in  Italia  proponendo  anche  ricorsi all’Autorità  Giudiziaria  in  nome  dei  figli  minori,  ma  proprio  per  il  suo comportamento  antisociale  e  contrario  ai  più  elementari  principi  di  educazione, assistenza e sostegno nei confronti dei figli e della moglie, sono stati rigettati. I giudici avevano anche imposto il divieto di avvicinamento alla moglie ed ai figli.

Giovedì 25 febbraio gli uomini delle Volanti lo hanno prelevato dal campo nomadi di Coltano  dove si trovava in una roulotte con la moglie ed i figli, contravvenendo agli obblighi impostigli. Esperite le procedure sulla identificazione attraverso le impronte digitali presenti in banca dati, in considerazione della spiccata antisocialità, all’elevato profilo criminale  e pericolosità del soggetto è stato poi munito del provvedimento Prefettizio dell’espulsione dal territorio nazionale, eseguito coattivamente mediante accompagnamento al CIE di Torino. Fonte Questura di Pisa

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