Rubrica storica: la regata di san Ranieri

Dopo aver trattato dell’attuale patrono cittadino, san Ranieri, e di quello che lo fu in origine, san Sisto, l’argomento odierno della rubrica dedicata alla storia ed alle tradizioni pisane verterà sulla Regata di San Ranieri.

Si tratta di un evento certamente non molto conosciuto fuori città e non popolato come la Luminaria, nonostante lo si celebri esattamente un giorno dopo, ma che conserva comunque un forte legame con la tradizione di Pisa Repubblica Marinara.

I quattro quartieri storici della città, San Martino e Sant’Antonio per Mezzogiorno, Santa Maria e San Francesco per Tramontana, si sfidano nelle acque del fiume Arno in un’appassionante regata.
Tramontana e Mezzogiorno, per coloro i quali non lo sapessero, sono le due zone cittadine divise dal Ponte di Mezzo.

Le origini del Palio risalgono al Medioevo e veniva svolto durante la Festa dell’Assunta, ossia il 15 agosto. Venne dedicato a san Ranieri a partire dal 1718. Alla stessa Assunta era dedicata la regata. Dopo la conquista di Pisa da parte di Firenze la regata cadde in disuso fino al 1635.

Le imbarcazioni sono composte da otto vogatori, un timoniere e un “montatore”, e procedono controcorrente dal Ponte della Ferrovia al Palazzo Mediceo, fino a raggiungere un barcone ancorato sulla linea del traguardo; a quel punto il “montatore” deve arrampicarsi su un pennone alto 10 metri per afferrare il “paliotto” di colore azzurro, simbolo della vittoria.
Quello di colore bianco e quello di colore rosso sono i riconoscimenti rispettivamente per il secondo e il terzo posto. All’equipaggio che si classifica ultimo va invece, in segno di derisione, una coppia di paperi.

La conclusione del Palio di San Ranieri ricorda l’impresa di Lepanto, quando la flotta dei Cavalieri di Santo Stefano andò all’arrembaggio dell’ammiraglia turca per impadronirsi della “fiamma” da combattimento, conservata oggi nella Chiesa dei Cavalieri.

Davide Diolaiti

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