Matteo: “Ecco perché ho scelto Bergen”

Questa settimana parleremo di una meta Erasmus meno scelta dagli studenti rispetto alle più gettonate Spagna o Inghilterra. Matteo ha deciso di andare nel Nord Europa, in Norvegia, più precisamente a Bergen; una città che non solo ha una delle più prestigiose Università nordeuropee, ma possiede anche “paesaggi e bellezze naturali che meritano assolutamente una visita“.

Matteo, laureato in Economia aziendale a Pisa, ha terminato gli studi a Luglio 2015 con la laurea magistrale e, dopo un paio di mesi di colloqui, ha iniziato a lavorare per una società di consulenza a Milano.

Bergen, conosciuta anche come “La Capitale dei Fiordi”, è una città costiera affacciata su un fiordo e circondata da montagne; “è abbastanza vicina a tutta la costa ovest della Norvegia, molto scenografica da vedere“, ci racconta Matteo.       “Pur essendo la seconda città più grande della nazione, con 200.000 abitanti, Bergen ha le caratteristiche di una città Italiana medio-piccola, un po’ come Pisa, in cui tutti i ragazzi la sera si incontrano sempre negli stessi tre o quattro locali. Questo rende ancora più facile creare un gruppo con cui uscire, anche se c’è meno scelta sui posti dove andare“.

Cosa hai studiato a Bergen, quanto sei stato e perché hai scelto questa città?

Ho studiato all’Università NHH (Norwegian school of economics and bussiness administration) per 6 mesi, seguendo i corsi di Applied Macroeconomics, Social media marketing, Management consulting e Brand management.
Ho scelto Bergen per la bellezza dell’esperienza in Norvegia in generale, per la lingua inglese e per l’importanza dell’Università“.

E’ stata dura ambientarsi e fare amicizia?

I primissimi giorni si, poi da subito ci sono gruppi di studenti che organizzano eventi per gli Erasmus, per cui ambientarsi non è un problema. Per fare amicizia è bastato poco tempo, gli altri Erasmus sono tutti nelle tue stesse condizioni per cui è facile fare amicizia“.

Perchè hai scelto di andare all’estero?

Non penso che andare all’estero sia alternativo al proseguire gli studi in Italia, semmai le due cose sono complementari“.

Hai trovato differenze tra il sistema universitario Italiano e quello Norvegese?

Sì, ne ho trovate molte. Nei corsi hanno più valore la partecipazione in classe ed i lavori di gruppo rispetto all’esame in sè, che è l’unica cosa che conta in Italia. Gli esami sono tutti scritti ed improntati alla massima trasparenza ed equità, addirittura anonimi e corretti da due persone diverse, e c’è meno teoria da studiare e su materiale più aggiornato“.

Quanto si sono rilevati utili i corsi che hai frequentato all’estero per il tuo lavoro?

E’ stata molto utile l’esperienza in generale, per la lingua, per le persone che ho incontrato, i corsi in sè non li ho applicati molto nel lavoro”.

Come era la vita al di fuori del Campus?

La vita fondamentalmente di svolgeva all’interno del Campus Universitario, al di fuori solo nel weekend; questo perchè i prezzi erano molto elevati, bisognava conoscere i posti e le promozioni di ogni giorno per gli studenti e scordarsi di andare spesso fuori a cena o a bere“.

Come riassumeresti la tua esperienza?

Esperienza fantastica, la rifarei e la consiglio a tutti sia dal punto di vista universitario che soprattutto come esperienza di vita in generale, che ti apre davvero la mente conoscendo persone e culture diverse e ti da la consapevolezza di poter costruire da zero una vita diversa in un altro paese. Questo è valido per ogni meta, Bergen in particolare la consiglio a chi piace il Nord Europa, i paesaggi e le bellezze naturali che ci sono da vedere ed a chi non vuole fare il classico Erasmus in Spagna, in cui ci sono sicuramente più feste tutti i giorni ed il tempo è migliore, ma che sicuramente è più inflazionato ed ha un’immagine diversa anche su un Curriculum“.

                                                                                                           Francesco Palma

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