La prima di “Emozioni pisane”

Sulla via che collega Pisa a Pontasserchio incrociamo un Bar Pasticceria con un grande parcheggio interno. Sono in auto, seduto sul sedile posteriore. Davanti a me alla guida Chiara, figlia di mia sorella Rosetta. Accanto a Lei mio fratello Giovanni, stessi capelli grigi, tre anni più grande di me e sei anni più di Rosetta che è impegnata con la nipotina Aurora figlia di sua figlia Chiara moglie di Mirko che è al lavoro.

Insomma in auto siamo noi tre: “io (che mi chiamo Roberto), Chiara e Giovanni che vive in Spagna (diciamo Catalogna, e precisamente città di Gerona) è arrivato a Pisa, via aerea, con un volo Gerona-Pisa (tre voli giornalieri) per respirare la nostra Pisanità, camminare sulle nostre radici, contemplare le nostre campagne, il nostro mare, i nostri monti, e rivedere la nostra città che Lui ha nel cuore e tutti i giorni la pensa con gli occhi dei vent’anni. Mentre io scrivo l’auto si ferma nel grande parcheggio. Scendiamo ed entriamo. Vedo mio fratello che guarda con occhi golosi e l’acquolina in bocca, addentandole con il pensiero, tutte le paste esposte in bellavista. Si ferma, mi guarda e mi dice: “io mangerei una pasta, forse due”; timidamente, quasi vergognandosi continua: “sai in Spagna le paste così non si trovano, sono troppo grandi o troppo piccole e per me è sempre una grande emozione tornare a quando eravamo piccini quando Babbo la Domenica ci portava le Paste del Pallini.
Si siede e come un bambino, sorridendo, magia felice e contento.

Ciao a tutti e…alle prossime: “emozioni pisane”

Roberto Pardini

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