“Valencia, la città ideale in cui vivere”

Fare un’esperienza lavorativa all’estero è un’opportunità formativa molto importante, che ti permette di crescere sotto vari punti di vista. Davide Diolaiti, 30 anni, è uno dei molti ragazzi che ha deciso di avere questa possibilità; laureato in Lingue e Lettere straniere, decide prima di andare in Inghilterra e in seguito in Spagna.

“Vivere il centro mi aiutò moltissimo nel creare un rapporto di empatia con la città e con i suoi abitanti”, ci racconta Davide, “dal mio punto di vista, si tratta di un luogo ideale per trascorrere la propria vita con un livello di stress moderato, senza contare il bel clima ed il trovarsi in riva al mare. Non avessi avuto noiosi problemi burocratici che mi costrinsero a tornare in Italia, ci avrei piantato le tende”.

Valencia è la terza città per numero di abitanti in Spagna, dista circa 3 ore da Madrid e da Barcellona ed è stata decretata la miglior città europea per studenti Erasmus: tutto ciò fa sì che la multiculturalità sia una sua peculiare caratteristica, favorita anche dall’ospitalità dei locali.

È una città a misura d’uomo. Un esempio pratico? Da dove abitavo, dietro lo stadio Mestalla, sia per andare in centro che in spiaggia impiegavo 15 minuti in bicicletta. Il divertimento è garantito durante tutti i 12 mesi annuali, ma è in estate che si tocca il suo apice; numerose discoteche concentrate in spiaggia e nella zona del porto, locali ovunque, atmosfera elettrizzante che solo gli spagnoli sanno creare”.

Quando hai deciso di lasciare l’Italia?

“Nella primavera del 2013, non riuscivo a trovare un lavoro inerente il mio corso di studi. Ero arrivato al massimo dello stress psicologico e della frustrazione, così decisi che era arrivato il momento di andare all’estero”.

Dove sei stato?

Ho vissuto a Londra per due mesi, dove ho avuto la possibilità di migliorare il mio inglese, specialmente dal punto di vista della comprensione. Poi mi sono spostato in Spagna, più precisamente a Madrid per tre mesi dove ho affinato la lingua, in seguito a Siviglia e infine a Valencia, la mia seconda casa, dove sono riuscito a trovare lavoro”.

Che lavoro hai svolto in Spagna?

“A Siviglia facevo la guida turistica, a Valencia invece oltre la guida facevo l’impiegato per la stessa agenzia”.

Hai trovato delle difficoltà nell’ambientarti?

Si di diversa natura, ma è normalissimo quando ci sia spinge oltre il confine; con il tempo si superano”.

Hai trovato delle differenze tra il sistema lavorativo Italiano e Spagnolo?

“In Spagna ho notato una maggiore flessibilità rispetto all’Italia, anche se dipende molto dal tipo di lavoro che svolgi. A me è capitato di finire il lavoro in anticipo ed uscire prima del normale orario previsto. In alcuni uffici addirittura le pause pranzo si fanno lavorando o comunque brevi per poter uscire presto; non è un caso che le città Spagnole siano sempre piene di persone ad ogni ora”.

Come era la vita al di fuori del lavoro?

Molto bella; so bene di poter sembrare di parte, visto l’amore che nutro per questo paese, ma la Spagna ti contagia per l’accoglienza ed il calore umano della propria gente, senza distinzioni d’età. Molto raramente ho sentito qualcuno lamentarsi dello stile di vita Spagnolo.

Come riassumeresti la tua esperienza all’estero?

Londra la definirei una centrifuga, ma mi ha aiutato a formare il mio carattere e ad apprendere a pieno il concetto carpe diem. Per quanto riguarda la Spagna invece, specialmente Valencia, posso affermare di non aver mai provato così tanta empatia. Sul bastone che uso durante il mio lavoro di guida turistica ho fissato due bandierine della Comunità Valenciana…

Sempre più italiani decidono di avere un’esperienza lavorativa o universitaria all’estero, specialmente in Spagna. Cosa ne pensi al riguardo?

“Fanno bene, non bisogna pensarci due volte. È fondamentale confrontarsi con realtà diverse, apprendere nuove culture, uscire dai propri orizzonti, spesso limitati, e rendersi conto che, prima di tutto, siamo cittadini del mondo.
Dal punto di vista lavorativo, purtroppo, al momento la Spagna non è certamente il miglior luogo per cercare un impiego; dipende molto da cosa si vuol fare. In tutta onestà però affermò che la Penisola Iberica vale la pena di essere vissuta”.

Che progetti hai per il futuro? Hai in mente di tornare in Spagna un giorno?

“Lasciai Valencia per motivi squisitamente burocratici ed ho sempre sognato di farvi ritorno per viverci; avrei una porta aperta per tornare ma, avendo un lavoro ed altre situazioni qua a Pisa, al momento non me la sento di rischiare. Comunque, nonostante possa sembrare una frase fatta: nella vita mai dire mai”

 

valencia

 

Con questa rubrica, “Pisani nel mondo”, vogliamo raccontare come i pisani si sono ambientati in altre nazioni, caratterizzate da culture e modi di fare differenti dai nostri, e la loro crescita, sia personale che nella vita universitaria e lavorativa.

Francesco Palma

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