Dopo la sofferenza, la voglia di ripartire

Una comunità, quella scolastica, che si incontra e, seppur sconvolta dai fatti, si rimette in marcia. Tutte le insegnanti degli asili nido e delle scuole d’infanzia del Comune di Pisa si sono ritrovate questa mattina nei locali della Sesta Porta per condividere i fatti accaduti per come a conoscenza dell’Amministrazione, tenere insieme la comunità e definire la strada per attraversa questo, che a detta di molte delle presenti, rappresenta un lutto. La carica emotiva è stata molto elevata così come nell’assemblea con i genitori di giovedì scorso, ma è stata altrettanto elevata la capacità di trasformare sofferenza e paure in un’analisi lucida di quanto accaduto e nella formulazione di proposte concrete.

80 persone insieme all’Assessora Marilù Chiofalo, della dirigente dei servizi educativi Laura Nassi e con il supporto della pedagogista dottoressa Ivana Padoan, che ha costruito l’attuale sistema dei servizi per l’infanzia pisano e alla quale, dalla morte del coordinatore pedagogico Tiziano Paperini e in attesa di poter assumere il nuovo coordinatore, è stato affidato il compito di pensare ed organizzare la formazione e condurre attività di supervisione, hanno condiviso esperienze e volontà. Palese lo sgomento per i fatti accaduti ma altrettanto chiara la volontà di reagire nei fatti per tutelare e far crescere il patrimonio dei servizi per l’infanzia della città.

Tra le azioni da adottare con immediatezza sono state discusse quelle di supporto psicologico sia individuale che per gruppi per tutto il personale educativo e ausiliario oltre che naturalmente per i genitori. Per il supporto individuale è stata ricordata l’opportunità di rivolgersi allo sportello di ascolto che il Comune di Pisa ha attivato da qualche tempo nell’ambito del percorso per il benessere organizzativo In aggiunta al normale servizio già attivo verrà istituito un gruppo di lavoro esperto presso la direzione dei servizi educativi per definire le modalità e l’organizzazione di supporti psicologici per gruppi rivolti ad insegnanti, genitori, ausiliari a partire dall’Asilo del Cep ed estesi a tutte le scuole. Le stesse insegnanti hanno proposto di dare attuazione immediata ad alcune innovazioni nella  modalità di lavoro che erano già allo studio con la dottoressa Padoan prima che si verificassero i fatti, tra le quali la modalità di insegnamento a sezioni aperte. Una modalità pedagogica in cui l’intera struttura lavora a classi aperte in completa condivisione. Altra iniziativa, sempre proposta dalle stesse educatrici, è quella di aprire le scuole ai genitori in maniera periodica con un coinvolgimento all’interno della vita stessa delle strutture. Si parla dunque di ampliare le giornate di “scuole aperte” in una modalità che verrà adesso studiata e perfezionata. Una comunità che concorda nell’essere unita e pronta a raccogliere una sfida, quella del superamento di una fase enormemente critica, che può essere utilizzata per fare dei passi avanti.

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